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Talco

Distribuzione e Vendita di Talco

Il Talco

Il talco è un minerale di origine secondaria, presente sia nelle rocce eruttive, sia, frequentemente, in quelle metamorfiche, nelle quali può anche essere il componente principale e in questo caso si parla di talcoscisti.

Invece la genesi dei suoi giacimenti può essere dovuta a metamorfismo regionale di rocce basiche o di dolomie silicee, oppure di calcari dolomitici a silicati magnesiaci, come tremolite ed actinolite, i quali, a loro volta, si trasformerebbero in talco per alterazione atmosferica.

Infine i giacimenti possono essersi originati anche per azione di acque meteoriche o magmatiche, ricche di anidride carbonica e di silice, su rocce ultrabasiche, oppure per metamorfismo di contatto di magma granitico su roccia dolomitica.

 

  Talco
Talco
 
  TALCO Talco  

 

Utilizzazioni

Il talco trova larga applicazione industriale; come materiale di carica viene usato nell'industria della carta, al fine di ottenere superfici lisce e bianche; come lubrificante secco, nell'industria tessile, per appesantire e lubrificare filati e tessuti. Impastato con feldspato e argilla, formato e successivamente cotto a 1480°C, è usato come materiale refrattario, particolarmente resistente agli sbalzi termici.

Viene adoperato inoltre in profumeria (ciprie e saponi), nella preparazione di anticrittogamici, nella brillatura del riso, nell'industria delle sostanze coloranti, in quella dei pellami, degli esplosivi e dei prodotti farmaceutici.

Contenuto tratto da Wikipedia.

TALCO

Talc – Talc – Talk

E’ un silicato di magnesio idrato, H2Mg3(SiO3)4 corrispondente alla composizione teorica: SiO2 63,5%, MgO 31,7% H2O 4,8%. Il talco commerciale ha sempre un piccolo contenuto di impurezze da quarzo, dolomite, calcite, magnesite, tremolite, e ossidi di ferro, a seconda dei luoghi di provenienza. Si trova in masse opache, a frattura scagliosa o fibrosa, oppure in lamelle sottili, traslucide o trasparenti, di spessore madreperlaceo, flessibili ma non elastiche.
Proprietà. Il talco è di colore bianco, bianco verdognolo, verde, grigio, bruno o roseo; la sua polvere è bianca; è untuoso al tatto e si lascia scalfire dall’unghia (durezza 1) essendo uno dei minerali più teneri; D = 2,5÷2,8; scaldato fortemente in tubetto da saggio svolge acqua; è quasi inattaccabile dagli acidi, ad eccezione dell’acido fluoridrico; al cannello fonde difficilmente.
Il prodotto per uso farmaceutico deve dare una perdita alla calcinazione non superiore al 5%. Deve inoltre corrispondere alle specifiche della F.U. per: sostanze solubili in acqua, sostanze solubili in acido cloridrico, sali ferrici solubili, carbonati.
Il talco portato a fusione in miscela con i carbonati di sodio e di potassio, ripreso con acqua, acidificato con H2SO4, e riportato a secco, dopo aggiunta di acqua, ebollizione e filtrazione, lascia sul filtro un precipitato gelatinoso di silice, mentre il filtrato addizionato di soluzione di fosfato ammonico dà luogo ad un precipitato cristallino.
Giacimenti. I principali giacimenti utilizzati industrialmente sono: in USA (Stati di New York, California, Vermont, Georgia), in Cina (Manciuria), in Italia (Val Chisone, nel circondario di Pinerolo), in Francia (Dipartimento dell’Ariège nei Pirenei), in Austria nella Stiria (Mautern), nel Canada (Madoc ed Eldorado nell’Ontario), nella Spagna, in Germania (nel Fichtelgebirge in Baviera). Minore importanza hanno le produzioni dei giacimenti di Egitto, Grecia, India, Marocco francese, Norvegia, Romania, Svezia, Terranova, Transvaal, Uruguay.
Lavorazione del minerale. Il talco estratto dalle cave, in pezzi più o meno grossi, viene sottoposto ad una prima cernita, a seconda del colore (dal bianco niveo, al giallognolo più o meno scuro), della purezza, ecc., e separato dalla polvere e detrito. Quindi la pezzatura così cernita viene frantumata ancora in pezzi uniformi, poi essiccata, macinata e passata agli stacci.
Le qualità giallognole per ossido di ferro vengono talvolta sbiancate trattandole con acido cloridrico e lavandole con acqua. I prodotti così finiti si insaccano e si mettono in commercio. Essi si classificano a seconda del colore e finezza, in numerosi tipi distinti, dal bianco niveo al bianco bluastro o verdognolo, all’avorio, al giallastro, al grigiastro ecc. Molto pregiato per la sua bianchezza è il talco italiano.
Usi. Il talco in polvere ha numerosissime applicazioni. Nell’industria delle vernici come diluente inerte, facendo concorrenza ad altri materiali come argille, calcare, quarzo, per le proprietà, specialmente di certi talchi fibrosi, di stare facilmente in sospensione, di mantenere in sospensione i pigmenti, di avere un effetto legante sullo strato di vernice.
Nell’industria della carta, in sostituzione del caolino, per dare la carica alla carta e ai cartoni e per preparare carte speciali, ad es. quelle patinate. Nell’industria della gomma per migliorare la resistenza all’abrasione e alla trazione.
Negli insetticidi, come diluente inerte del DDT.
In profumeria per preparare cosmetici, creme, polveri rinfrescanti ed essiccanti della pelle, come il «talco di Venezia» ed il «borotalco», che contiene talco ed acido borico. In ceramica specialmente per le porcellane isolanti a cordierite e a steatite (V. «Cordierite» e «Porcellana elettrotecnica» sotto la voce «Porcellana»). Nell’industria farmaceutica per la preparazione di polveri medicamentose per uso esterno; come eccipiente (lubrificante) nella fabbricazione di compresse e capsule. Il talco si usa pure come riempitivo del linoleum, nei lubrificanti; come assorbente per oli e per colori organici, come sgrassante per appretti dei tessuti, nella brillatura del riso per dargli la lucentezza, come lubrificante per guanti e calzature, come riempitivo nel sapone.

Minerali e rocce affini al talco.
Oltre al talco propriamente detto, vi sono altri materiali simili nell’origine e nella composizione, di cui ricordiamo i seguenti:
Steatite. Questo termine fu usato originariamente come sinonimo di talco, ed è in genere limitato al talco compatto criptocristallino, che si presenta in masse opache o appena traslucide, a struttura leggermente fibrosa. Viene talvolta detta anche «pietra saponaria» .
In anni recenti il termine steatite ha assunto anche il significato di talco di alta purezza, adatto alla fabbricazione di isolatori ceramici. (V. «Porcellana elettrotecnica» alla voce «Porcellana»).
La steatite è colorata in verdognolo, verde cupo, grigio, rossiccio o bruno, ma ridotta in polvere è bianca; è untuosa al tatto e tenera al punto che lascia un segno quando si fa scorrere sulla lavagna, sulle stoffe, sulla carta ecc.; D = 2,6÷2,8; durezza = 1. Scaldata fortemente indurisce alquanto e perde acqua; è inattaccabile dagli acidi; è difficilmente fusibile. Sono particolarmente conosciuti i giacimenti di steatite della Baviera (Göpfersgrün, Thierstein) e degli USA. In Italia, abbiamo cave di steatite ad esempio a Orani nel circondario di Nuoro in Sardegna.
La steatite, oltre a molti degli stessi usi del talco, serve per la fabbricazione di beccucci per lampade a gas, ad acetilene, anelli per fornelli ed altri oggetti refrattari, isolatori per l’elettronica e simili.
La steatite quando è tagliata in dischi e pezzi si usa per segnare su stoffe e lavagne (pietre da sarti).
Soapstone, pietra saponaria, Saponite. E’ un materiale talcoso più impuro dei precedenti, contenente cioè, oltre al talco, altri minerali come clorite, mica, ossido di ferro, quarzo ecc., che si trova in quantità cospicue in USA, principalmente nello Stato di Vermont e Virginia. Altri giacimenti di rocce simili si trovano in Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia, India. Si usa nell’industria metallurgica per rivestire forme, per fabbricare bacinelle per reagenti, piani di tavoli per laboratori chimici, tinozze, negli impianti elettrici, ecc. Con lo stesso nome si designa anche la steatite.
Pietra ollare, La vezzo. Materiale talcoso molto simile al precedente; trovasi in masse, omogenee compatte, di colore grigio, facili a lavorarsi col tornio; si incontra specialmente nell’alta Lombardia in Val Malenco, in Piemonte, in Corsica, nonché ai Pirenei, in Norvegia, Tirolo, Svizzera, nell’America settentrionale ecc. ed è costituita da talco mescolato con clorite, mica, asbesto; si usa per fare vasellami e utensili, tubi per condutture di acque e simili come il soapstone.
Agalmatolite, Pagodite. Sono le varietà di pirofillite (silicato di alluminio idrato), compatte e tenere che si trovano in Cina, in Corea (ad es. a Kasato nel Chiuto-gun ed a Ogmesan e Ibam nel Kainan-gun), Birmania, dove vengono usate per la fabbricazione di statuette, figurine, vasi, coppe ecc. Con questo nome si intende generalmente più che dei materiali specifici, l’insieme di quei materiali, qualunque sia la composizione, teneri e facili a lavorarsi, coi quali si fanno statue di idoli, di pagode e simili, detti appunto agalmatoliti. Questi materiali si importano anche in Europa per la fabbricazione di imitazioni degli agalmatoliti cinesi.
Tariffa Dog. N. 25-27